Badde Nigolosu

Badde Nigolosu è il nostro Cru, un anfiteatro naturale sulle colline più alte nel Comune di Sennori. Badde Nigolosu è il nome della micro-area della Romangia. Clicca qui per maggiori info.

“Noi facciamo i vini di Sennori, senza il suo territorio non potremmo esistere”

A Sennori il Vino non è una moda. Fin quanto gli anziani hanno memoria ricordano di aver sempre conosciuto le vigne e gli oliveti. Per tale motivo ancora si trovano vigne con più di cento anni di vita.

“Il color panna e l’alberello”

Il Territorio è collinare. L’altitudine è di 250 metri sul livello del mare. La composizione del terreno è prevalentemente calcarea (Calcari organogeni, calcareniti, arenarie e conglomerati del Miocene) ed il colore pertanto è praticamente “bianco panna”.
La vegetazione è composta da oliveti, vigneti, macchia mediterranea (il carrubo, l’oleastro e l’alloro, il mirto, il lentisco, la fillirea, il corbezzolo, l’alaterno, ed il pungitopo.), fichi d’India (figu morisca in sardo), fichi. Ricchissima è la fauna che abita Badde Nigolosu: falchi, poiane, volpi, ricci, lepri, conigni selvatici, cinghiali.
I vigneti di oggi sono rimasti quelli di allora: alberello sardo, senza irrigazione, con una fittezza di 5.000 / 7.000 piante per ettaro. L’alberello. Perché necessitava di pochi mezzi finanziari per impiantarlo ma anche perché i terreni collinari che si affacciano sul mare subiscono il (meglio beneficiano del) maestrale.

“Vignaioli, Artigiani creatori di Vino”

Tenute Dettori coltiva la terra e la vigna da secolare memoria. Coltiviamo anche grano, ortaggi, frutteti ed oliveti. Tutte le lavorazioni: in Vigna come in Cantina vengono svolte da noi per lo più manualmente. Non esistono calendari predefiniti ne schede di lavorazione standard. Per noi l’azienda non è formata da appezzamenti di vigna ma da una miriadi di singoli acini.

“Ciò che è vivo ha bisogno di Vita”

A Badde Nigolosu preserviamo e rafforziamo il matrimonio secolare tra il Popolo ed il suo Ambiente che si sono avvicendevolmente plasmati qui in Romangia.

Il nostro quotidiano si basa sul buon senso agronomico, coscienti che tutto parta dalla Terra. Questa viene tenuta ricca di humus, friabile, ben strutturata e ben drenata per permettere alle piante di crescere nella salute ottimale, nutrendosi in maniera naturale dall’humus del terreno. Senza alcun aiuto esterno.
Piante, animali e uomini vivono e svolgono le funzioni che la Natura ha disegnato per loro, capaci anche di produrre ottimi frutti, tutti insieme in un “unicum armonico”.
Sentiamo la necessità e la responsabilità di consegnare in eredità alle generazioni future una terra fertile e sana e l’Unica via per preservare questo patrimonio è vivere sapendo che abbiamo la possibilità di eliminare i problemi alla “fonte” e non ponendo “pezze” allo strappo che noi stessi abbiamo causato. Le pezze molte volte sono peggio dello strappo stesso.
Qual è la fonte? L’agricoltura, con le sue tecniche e la sua tecnologia; Agricoltura, che “sfascia” la Terra più dell’Industria. E’ ridicolo, ad esempio, usare un impianto di energia rinnovabile (mica tanto) per far funzionare il poderoso impianto di deumidificazione e raffreddamento ambientale della Cantina. Parrebbe una scelta giudiziosa ed ecosostenibile. Invece altro non è che inquinamento su inquinamento. Bastava costruire la Cantina con tecniche, tecnologie e materiali che permettessero già di suo di avere la giusta temperatura e la giusta umidità durante tutto l’anno.

“… passeggiare tra la vigna e masticare l’uva”

La tecnica usata per capire quando l’uva va raccolta è molto semplice: passeggiare tra la vigna e “masticare” l’uva. Man mano che l’uva viene tagliata, con le nostre care forbici, e messa nelle cassette, la si porta in Cantina dove viene lavorata immediatamente.

Badde Nigolosu 1

“Il minimo essenziale”

La Cantina è semplice, tradizionale, sarda. Pensata e realizzata solamente per il Vino e chi lo accompagna e non per le visite guidate. La sua realizzazione e la sua gestione sono il proseguimento del lavoro naturale svolto in Vigna. Costruita totalmente interrata dopo anni di osservazione ed analisi. Lo scavo è stato lasciato aperto per tre stagioni invernali di modo da studiarne la tenuta e le infiltrazioni d’acqua. Grazie a ciò è stato possibile individuare l’area da destinare alla vinificazione e quella per la maturazione in bottiglia. La Cantina vive di coibentazione naturale grazie al respiro delle pareti spesse due metri.
Le uve, il mosto, il vino si muovono a caduta. Il materiale di fermentazione e maturazione è il cemento. L’energia elettrica è usata solo per la diraspatura e la macchina di imbottigliamento.
Pur essendo sottoterra è possibile vedere sino al tramonto. I nostri sarmenti, raspi e vinacce ritornano alla Terra migliorati. Abbiamo diminuito il peso delle nostre bottiglie e per gli altri materiali di confezionamento cerchiamo di utilizzare solo materiali riciclati. Anche l’utilizzo di cataloghi e depliant è stato ridotto al minimo.

Badde Nigolosu

 

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Vignaioli Naturali in Sardegna.